Accessi contingentati e controllo degli ingressi.

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In questi tempi, il controllo elettronico degli accessi può giocare un ruolo chiave per contenere il contagio, sia in ambito pubblico che privato (ospedali, musei, biblioteche, supermercati, aeroporti, aziende manifatturiere e così via). Già di per sé questa tipologia di sistemi svolge un’importante funzione di filtro e di selezione degli utenti, impedendo un ingresso libero e indiscriminato. Se a questo si aggiungono le nuove funzionalità che di recente sono state implementate, il sistema può costituire un efficace mezzo di prevenzione contro la pandemia in corso. I luoghi di lavoro sono tra quelli più a rischio di contagio ma anche quelli in cui si adottano maggiori misure di sicurezza per prevenire la diffusione del Covid-19. Una delle più efficaci è proprio il controllo puntuale e sistematico degli accessi.

L’emergenza sanitaria in Cina ha spinto alcune aziende elettroniche del posto a mettere a punto rapidamente nuovi sistemi di controllo accessi, ora disponibili anche in Italia. Si tratta di apparecchiature elettroniche (impropriamente chiamate termoscanner) che, installate in prossimità di una porta o su un tornello, svolgono un controllo a tutto campo: Identificano l’utente tramite l’analisi del viso (in alcuni casi anche mediante badge), misurano la temperatura a distanza (fronte o polso), verificano che la mascherina sia indossata correttamente (alcuni anche la cuffietta), pilotano direttamente l’apertura del varco o s’interfacciano con il sistema elettronico di controllo accessi aziendale.

Al dispositivo hardware è abbinata un’applicazione software che permette di configurare il metodo di funzionamento e gestire gli eventi acquisiti. La soluzione è molto efficace, completa e flessibile ma, oltre a essere costosa (sebbene goda della detrazione d’imposta del 50%), richiede un buon coinvolgimento dell’utente nella fase di riconoscimento facciale e un corretto condizionamento ambientale. Pur trattandosi di uno strumento biometrico, per il momento non è entrato nel mirino del Garante della privacy. Per il futuro si vedrà.

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